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L’obiettivo
primario della FIDAL, come tutte le altre discipline sportive, è quello di
creare un vivaio per garantire il ricambio a livello di vertice ed ottenere buone prestazioni.
A questo scopo la FIDAL
, già dalla fine del 2005 e con attuazione nel 2006, ha varato un
progetto organico definito Progetto
Talento Nazionale impostato sul “decentramento” sportivo attuando un
vero e proprio “federalismo sportivo”.
Cioè intervenire
direttamente sui giovani atleti per favorire la loro maturità tecnica
nell’ambito del territorio dove vivono e si allenano. Risultano, quindi, di
fondamentale importanza determinanti fattori quali l’ambiente in cui il
giovane vive, la disponibilità delle famiglie e delle scuole, le motivazioni in grado di rendere
costanti l’impegno e la preferenza per l’atletica a fronte di altre e più
“allettanti” offerte sportive, il
supporto tecnologico di attrezzature ed impianti
adeguati, il coordinamento da
parte delle strutture federali periferiche, la formazione di tecnici di
base.
Il Progetto
Talento Nazionale nasce con l’intenzione di tutelare i giovani atleti
nazionali seguendone la crescita in vista di un loro inserimento nella
nazionale maggiore, mentre attraverso il “decentramento” sono nati i
Progetti Talento Regionali che intendono attivare lo stesso tipo di tutela
e di sostegno sul territorio locale.
Il Settore
Tecnico del Comitato Regionale Pugliese ha varato in questi giorni il Progetto Talento Puglia – Club Puglia
2008, riservato ad un selezionato gruppo di
giovani atleti delle categorie Cadetti, Allievi e Juniores maschili e
femminili allo scopo di tutelare e sostenere i migliori atleti, unitamente
ai tecnici e componenti delle loro società, per favorirne la crescita sino all’inserimento nel Progetto Talento
Nazionale.
Partecipano al
Club Puglia anche gli atleti pugliesi inseriti nel progetto nazionale così come
gli atleti pugliesi di interesse nazionale residenti.
Il Comitato
Tecnico Regionale ha stabilito dei parametri di ammissione in base ai quali
60 atleti sono stati inseriti nel Club Puglia. Tra questi, soltanto
due atleti tesserati con l’Atletica Taranto (Mouratidis Dimitris e Mele
Jolanda).
Da questo dato
parte lo spunto per un brevissima riflessione
sullo stato dell’atletica leggera a Taranto, la città più industrializzata
del Meridione d’Italia ridottasi nel corso degli anni ad una città
fantasma, un ghetto dove solo lo sport professionistico sopravvive
coniugandosi con le leggi del profitto perseguite dallo “sponsor” o dal
“patron” di turno.
Per il resto,
per i cosiddetti sport “minori” o di base come l’atletica leggera la “regina madre” di tutti gli sport, si soffre
il disagio di una città governata dall’indifferenza degli uomini politici
che sin qui l’hanno amministrata. E da oltre un anno questa città ha anche
smarrito la fiducia nello Stato e nella politica in generale.
Sia dal Ministro per le Politiche
Giovanili e le Attività Sportive Giovanna Melandri che dall’assessore alle
Attività Sportive del Comune di Taranto, nel corso di recenti incontri, sul tema della
ricostruzione della pista di atletica leggera a Taranto ci attendevamo più
chiarezza, più responsabilità, invece abbiamo ottenuto solo risposte
ambigue e tergiversanti, quand’anche fuori tema.
Quindi, il problema
del rifacimento della pista di atletica leggera del Campo Scuola alla
Salinella che attualmente si trova in uno stato di fatiscenza e di
impraticabilità indescrivibili, rimane solo un sogno nel cassetto per gli
addetti ai lavori. La
Regione Puglia ha concesso un contributo straordinario di
100 mila euro da destinare esclusivamente all'adeguamento degli spogliatoi!! Mentre il Comune sembrerebbe che abbia fatto una
richiesta di un finanziamento di 3 milioni di euro attraverso l'Istituto
per il Credito Sportivo ancora una volta da destinare allo Stadio Jacovone(………ma non era fra gli immobili da “cartolarizzare”? ) per l'adeguamento alle norme di sicurezza.......
Quale modello di
sviluppo vogliamo proporre ai giovani che nonostante tutto si accostano all’atletica leggera a Taranto? Al momento
nessuno ed i risultati (leggasi lista Club Puglia
2008) tarderanno anche a venire mancando anche gli stimoli necessari da
parte delle strutture periferiche federali che dovrebbero sentirsi
maggiormente coinvolte e far valere il diritto di “pari dignità” rispetto
alle altre strutture locali e regionali delle altre discipline sportive.
In conclusione
anche sotto l’aspetto della “governance” (intesa come capacità di
correlazionare tutti gli attori protagonisti dell’attività sul territorio a
partire dal Comitato Provinciale, fino ai tecnici, alle società, agli
atleti), si avverte l’esigenza di un <nuovo corso> che dia impulso a questa disciplina, ormai
sempre più depressa a Taranto, con piani operativi concreti.
(a cura di Fernando Mazzotta)
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