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Antwerp (Belgio) 25 luglio 2010
Ok ci siamo. Dopo aver veramente sofferto specialmente negli ultimi 4 mesi
per il duro allenamento, è arrivato il momento della verità, vedrò quanto è
stato valido il mio programma d’allenamento e quanto mi hanno aiutato tutti i
consigli ricevuti, di cui ho fatto sempre tesoro.
Ho abbastanza esperienza ormai in questo sport, il triathlon, ma anche
nella corsa di maratone da 42 e
Così come la differenza che c’e’ tra una maratona (
Per esordire, non ho scelto una gara qualsiasi (o si fanno le cose in
grande o niente!), ho scelto: Antwerp Ironman 70.3 una delle 4 o 5 tappe europee del calendario del campionato mondiale di
Ironman 70.3, laddove vengono di volta in volta assegnati slots per poter
accedere alla finale del campionato mondiale: “Ford Ironman 70.3 World Championship in Clearwater,
Florida - 13 November
Sono stato già ieri per
sistemare tutte le pratiche, ritirare i pettorali, il chip elettronico e vari
numeri adesivi da attaccare sul casco, bici ecc. e consegnare le scarpe da running
che troverò predisposte dall’organizzazione nella 2^ zona cambio, denominata
T2, quando salterò giù dalla bici per cominciare a correre. Le
zone adibite al cambio sono state allestite in 2 punti diversi e molto distanti
(circa
Sono tornato a Shape nel
sud del Belgio, dove vivo attualmente (
Quest’anno mi sento davvero in forma e ho ottenuto sempre buoni risultati,
non ultimo, meno di un mese fa il titolo di campione regionale (Puglia) di
Triathlon Sprint di categoria Master 40. Oltre a questo un secondo posto nel
Triathlon della Nato a Bruxelles a maggio e altri piazzamenti in gare nazionali
di triathlon distanza sprint in Belgio ed ancora un primo posto di categoria
master
Ho avuto momenti di stanchezza, ma passano subito quando hai un obiettivo
in testa. Per questo penso che ogni persona che si allena deve avere di volta
in volta un obiettivo, a qualsiasi livello e quando lo si raggiunge bisogna
crearsene un altro e così via.
Torniamo a domenica, mi alzo dal letto e mangio il rituale piatto di pasta
alle 5 di mattina (lo faccio sempre prima di gare lunghe), dalla seconda volta
che lo fai non ti disgusta più. Rituale doppia seduta in bagno e scendo di
casa. La macchina è già pronta con la bici e tutto il resto dentro già
preparato. Ho curato tutti i particolari, nella bici ho il borsello con
maltodestrine, fruttosio e vitamine da prendere ogni 20 minuti, poi qualche
snack sempre ipercalorico e nel body ho in tasca altri 2 gel e maltodestrine,
ma durante la corsa so che e’ più facile prendere i rifornimenti dai punti di
ristoro rispetto a prenderli al volo nella frazione di bici. Per l’acqua ho 90
cl nella mia borraccia aerodinamica e so che devo bere 100 cl ogni
Per l’abbigliamento ho preparato la muta da nuoto,
obbligatoria per acque fredde, sotto avrò il body della mia squadra
(Salentotriathlon), gli occhialini da nuoto sono quelli a vetri trasparenti
perché le acque qui sono molto scure, per la bici casco normale (non ho quello
da crono) occhiali anche qui trasparenti perché il tempo e’ nuvoloso, scarpe
già montate sui pedali, le infilerò mentre sto già pedalando e contrariamente
alle gare brevi, questa volta mi permetto il lusso di perdere una ventina di secondi
per mettermi le calze, infatti
Per calcolare questo final time mi sono basato su proiezioni fatte sulle
mie singole prestazioni, ma anche su quanto hanno
fatto su questa distanza altri atleti che conosco e che nelle gare più corte
hanno tempi vicini ai miei.
Alle 8:00 arrivo ad Antwerp (Anversa) prendo e
rimonto la bici dalla macchina e con tutto l’equipaggiamento in spalla mi reco
pedalando alla zona partenza che e’ adiacente alla zona cambio T1. Pioviggina
leggermente, la temperatura e’ di 13 gradi, in acqua
sicuramente meno, scatta quindi l’obbligatorietà della muta da nuoto. Preparo
la bici, le scarpe sui pedali, il casco e occhiali sul manubrio e le calze a
terra. In questa gara c’e’
anche da mettere la muta in una busta numerata quando si esce dal nuoto, per
poterla ritrovare alla zona cambio finale vicino il parcheggio auto, per chi
non mette la muta nella busta prevista non e’ garantito il recupero della
stessa e dato che ha un costo considerevole, non e’ il caso di perderla per
risparmiare 10/15 secondi. Guardo incuriosito i riti degli
altri, ognuno ha il suo modo di piazzare l’equipaggiamento, ma in tutti
c’e’ una ben precisa logica. Chiedo informazioni sul percorso, se c’e’ da
temere o considerare qualcosa di particolare, ma sembra sia tutto piatto e
facile a meno dei 20/30 attraversamenti delle rotaie, propriamente coperte con
tappeti in gomma, ma che comunque bisogna prendere con
cautela perché l’impatto si sente. Sono così tanti mi spiegano perché si passa attraverso una zona industriale dove usavano
muovere tutto su rotaia ed infatti li trovi dovunque ed in tutte le
angolazioni.
Per evitare ammassamenti pericolosi in partenza in acqua (siamo poco meno
di 2.000 atleti) la partenza e’ stata divisa in 6
ondate divise per fascia d’età. Data l’età mi trovo
nella 5^ batteria su 6 (sono così vecchio???) e anche come posizione in zona
cambio mi trovo
Chiamano il pronti nelle proprie gabbie, ogni
batteria ha la cuffia dello
stesso colore, avanti a me c’e’ quella dai 35 ai 40 anni cuffia blu, 30-35
cuffia arancione, 25-30 bianca e poi non riesco a vedere gli altri.
Ogni 2 minuti parte una batteria, ma abbiamo tutti il chip alla caviglia e
questo ci prendera’ tutti i tempi parziali durante la
gara, inoltre il tempo finale sara’ quello tuo
effettivo, visto che non si parte tutti allo stesso
istante. Cio’ permette anche di non effettuare tagli per qualcuno che, magari del posto conosce
scorciatoie ecc. e in piu’ c’e’ la possibilita’ di seguire la gara in tempo reale su internet.
Le prime batterie partono, ci siamo tocca a noi.
Ci piazziamo in acqua, ma non sento se e’ fredda o
calda, si ho la muta, ma sono cosi’ concentrato che
non potrei sentire altro che non sia lo sparo dello starter.
Via, parto un po’ veloce come al solito, perche’ soffro molto la prepotenza degli altri, ma avendo
nel nuoto la mia frazione migliore ho bisogno di farlo senza essere
danneggiato. Non e’ cosi’
facile nell’acqua nera, in pochi minuti vengo a contatto con un po di schiuma e prendo un calcio sul mento. E’ un piede
gentile (per fortuna) sembra di donna, la passo, ha la
cuffia blu. Ho gia’ raggiunto la batteria precedente.
Cerco di convincermi a gestire senza strafare, ma anche se
respiro ogni 2 bracciate per il ritmo sostenuto invece che ogni 3 come mia
consuetudine, non mi sembra di andare troppo veloce. In
pochi minuti raggiungo cuffie arancioni, poi bianche
e sono all’arrivo. Non so se sono stato abbastanza veloce, guardo il
cronometro: 28’11” per
Mentre corro verso la zona cambio mi sfilo
l’orologio che stringo tra i denti mentre sfilo le maniche della muta che
lascio appese continuando a correre con la parte di sotto saldamente incollata
al corpo. Rimetto l’orologio e sono gia’ vicino la mia bici. La individuo subito sfilo
i pantaloni della muta, la metto nella busta numerata, infilo occhiali, casco,
calze, cinta con il numero, due gel nelle tasche del body, bevo alla
bottiglietta in zona cambio che non portero’ sulla bici,
prendo la bici e le corro affianco mentre la mantengo dal sellino per i
Appena sono in bici mi rendo conto che ho gia’ 3 minuti di vantaggio sulla mia piu’
rosea previsione e un’eternita’ sulla peggiore. So
che normalmente mi dovrebbe prendere l’euforia cosi’
da bruciare tutto e subito, ma mi impongo di non
esaltarmi perche’ non ho fatto ancora niente, sono
appena ad 1/10 di gara e tutto puo’ succedere e non
so se ho bruciato troppo al nuoto.
So che la bici e’ la mia frazione peggiore, ma so
di avere la capacita’ di chiudere sopra ai
Vedo la zona cambio, mentre pedalo sul pave’,
un’occhiata al tempo della frazione bici impresso sul display: 2h43m anche questo e’ il mio miglior crono di sempre su
Siamo a 3h17m36s di tempo totale dalla partenza. Per centrare il nuovo
obiettivo di 5h00m devo correre la mezza maratona
sotto 1h43m. Il mio personale e’ 1h21m vecchio del
2001, ma ne ho corsa una ultimamante in 1h24m, solo
che qui ho gia’ oltre 3 ore di gara sulle spalle anzi
nelle gambe. Non lo so, ma sono convinto di farcela, ci penso e dico, solo un
crampo, un infortunio o una cosa che non dipende da me puo’
fermarmi, non la mia corsa.
Cosi’ comincia l’ultima parte, avverto un forte dolore al polmone destro, sembra
quasi come quando prendi quei fastidiosi colpi di freddo, dura
La frazione della corsa e’ organizzata in 3 giri
da
Ad ogni giro ci sono diversi rilevamenti con il chip li senti
quando passi sopra al tappeto perche’ fa beep e ogno giro ti danno un
braccialetto colorato, cosi’ anche visivamente ti
indirizzano nella passerella finale al giro conclusivo. Ma penso che nessuno
farebbe per sbalgio un giro in piu’.
A terra e’ quasi tutto pave’
e la durezza si sente specialmente alle ginocchia e articolazione dell’anca, ma
come fai a pensarci adesso. Ai
Conosco benissimo la sensazione, so anche che a volte con espirazioni
lunghe e premendo sul fianco destro passa.... non
passa, ma manca solo
Arrivo, mi infilano la medaglia al collo, la mia
mezza maratona e’ il mio peggior crono mai fatto su quella distanza 1h34m18s (e
volevo vedere), ma il tempo finale e’ eccezionale: 4h51m54s credo anche di aver
fatto anche una delle migliori prestazioni regionali di sempre ed anche di
essermi portato a non molti minuti di distanza dalla qualificazione della
finale dei capionati mondiali. Non mi
interessava quello, era una sfida con me stesso, con la distanza, il
centrare il tuo obiettivo, il never give-up, di provare tutte le sensazioni che solo questi
appuntamenti possono dare, di dire si ho dato il mio massimo. Non mi interessa
neanche la crisi di ipotermia che per mezz’ora mi fa
tremare come una foglia avvolto nella carta dell’uovo di pasqua e neanche che
devo andare a recuperare tutto l’equipaggiamento dalla zona cambio e rimettere
tutto in macchina e viaggiare
Voglio riportare qualcosa che descrive il triathlon uno sport che veramente
mi da soddisfazione sempre, in gara, ma anche e soprattutto in allenamento perche’ li costruisci i tuoi
risultati:
Il Triathlon esige rispetto e sudore, non è per tutti: qui i muscoli non si
mostrano, si usano, la fatica non è nemica, ma compagna, la vittoria è arrivare
e la sconfitta è non averci provato… L’agonismo sfrenato nel nuoto
si trasforma in ritmo nella bici e tutto finisce nella solitudine della
corsa... un tumulto di emozioni che culminano in sincera sintonia e appagamento
personale... Solo quando la fatica e il dolore ti avranno spogliato di tutto e
la meta è ancora lontana, solo allora saprai veramente chi sei e quanto è
grande il tuo cuore
Quando ti piace fare qualcosa lo fai e basta,
anche se devi andarci da solo (come ho fatto), ma niente e’ un peso per te.
Credo che questa dell ‘Ironman
sia stata una sfida come gia’ tante ne ho affrontate
nella vita, ma se mi dovessero chiedere quale considereresti la piu’ grande, risponderei: “la prossima.....”.
Fabio